Tag Archives: notte della taranta

TARANTELLA, danse de la Méditerranée Laboratoire de 5 jours dans l’incroyable baie de Naples, capitale culturelle du sud de l’Italie

weekend suDanzare

PERIODO : 22-26 Aprile 2014

Accoglienza/ Partenza previste dalla città di

NAPOLI ITALIA ITALY

search on google maps ➜

L’association suDanzare, dans le cadre des projets pédagogiques consacrés à l’étude et au partage des cultures méditerranéennes

présente

voyage

TARANTELLA, danse de la Méditerranée

Laboratoire de 5 jours

dans l’incroyable baie de Naples, capitale culturelle du sud de l’Italie

Le laboratoire aura lieu les 22-23-24-25-26 avril 2014 à NAPLES, il est ouvert aux élèves francophones et italiens. L’ objectif est de partager le très riche patrimoine que représentent les danses du sud de l’Italie, et en particiulier la tarentelle. Cet échange autour de l’art secret de la danse permet à chaque participant de découvrir un nouvel univers culturel. Pendant la résidence auront lieu des stages intensifs de danses populaires du sud de l’Italie, des activités récréatives culturelles, didactiques ainsi qu’ une performance.

La résidence est l’occasion de découvrir la culture locale et de partager entre danseurs passionnés de danses populaires un moment unique dans le décors incroyable du Parc de la Gaiola, du Musée Archéologique National, lieux uniques qui font partie intégrante de notre projet

Les élèves logent pendant toute la période de la résidence à Naples dans des Bed and Breakfast ou toute autre structure d’accueil.

Pour les tarifs et programme didactique, n’hesitez pas à nous ecrire : sudanzareita@gmail.com

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sudanzareita@gmail.com

voyage

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la Tarantella all’Università di Parigi

Danse folklorique italienne à l’Université Paris Diderot
Tous les samedis (à partir du 1er Février, 2014 à 10h30, jusqu’à Juin) à l’Université Paris Diderot vous pouvez apprendre à danser la tarentelle, danse folklorique du sud de l’Italie , Les atelier hebdomadaires sont organisées par suDanzare, association Loi 1901,  en ​​partenariat avec le Gymnase de l’Université. L’association s’occupe de danses folkloriques entre Paris et l’Italie (allez voir le Calendrier sur Paris, plein de rdv intéressants), le cours est conduit par la directrice, Tullia Conte avec le professeur Mattia Doto.
Inscription ouverte, information : sudanzaresudanzare@gmail.com | tel : 06 49 87 48 86

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Corso di danza popolare all’università di Parigi
Si tiene presso L’università Paris Diderot il corso di danza popolare del sud italia dedicato alle tarantelle, tutti i sabati (a partire dal 1 febbraio 2014) alle 10h30, fino a giugno.

Il ciclo di incontri a cadenza settimanale é organizzato dall’associazione Loi 1901 suDanzare, in partenariato con il Gymnase de l’Università. L’associazione si occupa di danze popolari tra Parigi e l’Italia (andate a consultare il fitto calendario); il corso é tenuto dalla direttrice, Tullia Conte con il professor Mattia Doto.
Le iscrizioni sono aperte, info: sudanzaresudanzare@gmail.com | tel : 06 49 87 48 86

samedi
de 10h30 à 12h00
Université Paris Diderot
9 rue Croix de Jarry

75013 Paris

Metro: François Mitterand (ligne 14)

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10 Euros la classe d’essay

affiche paris 13

suDanzare

école de tarentelle à Paris

http://www.sudanzare.com

sudanzaresudanzare@gmail.com

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l’Etoile della danza popolare

ANTROPOLOGIA TEATRALE E TARANTELLA

visioni sulla danza popolare contemporanea

di Tullia Conte

 

L’Etoile della danza popolare : Maristella Martella

[Orchestra Notte della Taranta 2011 diretta da Ludovico Einaudi - PIZZICA DEGLI UCCI |LIVE|]

Se ci fosse già un’icona da stampare sulle magliette di questa rivoluzione della tarantella, il volto da scegliere sarebbe senza dubbio quello di Maristella Martella.

Protagonista indiscussa della scena della danza popolare contemporanea, la Martella è salentina e si è avvicinata a questa qualità di danza quando ha incontrato Eugenio Bennato, fondando con lui la prima scuola di tarantelle (credo la prima scuola ad essere stata aperta al mondo) : Taranta Power. Da allora, in un percorso fatto di andate e ritorni, la Martella ha ballato ed insegnato dovunque, dal Maghreb al Brasile alla Francia a Melpignano, per citare solo alcuni dei luogi che fanno parte di una strada -tutta terzinata – che  l’ha portata a fondare la sua scuola e compagnia di danza: Tarantarte (www.tarantarte.it). Sul sito trovate tutte le informazioni biografiche e pratiche per conoscere meglio la scuola e la compagnia, presto oggetto di un altro articolo del blog.

Le specialità della Martella sono tante: innanzitutto una maniera di danzare particolarmente originale e sapientemente strutturata, che fa ogni sua performance un evento emozionante per il pubblico che vi partecipa. La conoscenza musicale e coreografica che la Martella ha acquisito grazie anche alla collaborazione con gli artisti più importanti della scena popolare (e non solo: Lucio Dalla, Ludovico Einaudi); una buona dose di coraggio che la spinge a proporre spettacoli coreutici innovativi, che arrivano – per esempio – fino al Festival di Rovereto; un’urgenza artistica che si manifesta potente in tutte le scelte coreografiche e scenografiche. Tutti questi ingredienti  la fanno vera rivoluzionaria dell’epoca contemporanea, grazie alla quale la tarantella può aspirare a diventare una danza universalmente riconosciuta.

[Taràn - Progetto Tarantarte - performance di teatro danza d' ispirazione popolare]

Nelle tarantelle di Maristella si trovano influenze estetiche che fanno parte della storia della danza contemporanea (Baush, Carolyn Carson), riferimenti alla tradizione grecanica e mediterranea, si sentono i venti d’africa sotto i piedi di questa danzatrice che quando balla sembra volare, avvolta nel suo foulard bianco.

Partecipe anche al movimento intellettuale che vede conivolti molti artisti salentini, Maristella Martella ha tutte le carte in regola per essere l’ icona di una tarantella nuova, che del passato non ha dimenticato niente, e con consapevolezza sceglie di saltare verso il futuro.

tullia conte 2012 © riproduzione riservata

|CREDITS|

Maristella Martella

Sito ufficiale di Tarantarte

Martella su Pholkography

|GHOST TRACK|

[Presentazione de IL RITORNO DELLA TARANTA Storia della rinascita della musica popolare salentina di Vincenzo Santoro a Galatone, con Maristella Martella]

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La tarantella di Anna Dego

ANTROPOLOGIA TEATRALE E TARANTELLA

visioni sulla danza popolare contemporanea

di Tullia Conte

Anna Dego, theatredancer, con L’Arpeggiata di Christina Pluhar

[Tarantella a Maria di Nardò  | LIVE |  Anna Dego e L'Arpeggiata ]

Austriaca, ma residente ormai in Francia da tanti anni, Christina Pluhar ha scelto la musica italiana del primo Seicento come suo territorio musicale d’elezione. È da questa fascinazione che nasce L’Arpeggiata, un ensemble «con il quale facciamo progetti insoliti e nel quale invitiamo solisti che provengono dai più diversi territori musicali».

Il gruppo vince premi internazionali ed è tra le più interessanti proposte contemporanee della musica barocca e antica.

Particolare è anche la visione della danza, affidata ad Anna Dego, che sceglie il teatro danza  come forma d’espressione sui ritmi della Tarantella, del Fandango e di tutte le sugestioni che l’ensemble è suscettibile di offrire grazie a musicisti del calibro di Marcello Vitale, Luccilla Galeazzi, Philippe Jaroussky e gli altri.

La Dego, che ha collaborato anche con Alessandro Mor nello spettacolo Nododiamante, offe un’interpretazione originale e passionale della danza popolare contemporanea attraverso dei soli che raccontano storie di taranta e altre follie, con un garbo eccezionale, d’altri tempi.

tullia conte 2012 © riproduzione riservata

[Anna dego e L'Arpeggiata –Fandango – | LIVE |  a Brescia ]

|CREDITS|

Anna Dego su Flickr

L’arpeggiata

sito ufficiale

Recensione concerti a parigi

|GHOST TRACK |

[Frammenti d’amore – Anna Dego e Alessandro Mor]

[Galeazzi Improvvisation con L’arpeggiata]


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#tarantelle avveleneate – pizzica all’erba

05. pizzica all’erba

voto: 2 meno meno

I terranima mi sono stati segnalati per questo spettacolo indecoroso reso a Manfredonia. Oltre ai noiosissimi 25 minuti di delirio del musicista, in cui spiega le sue idee arbitrarie su taranta e tarantismi vari, la performance danzata è ridicola, patetica, ed eseguita da due tipe in pigiama che non posso annoverare nemmeno tra le danzatrici. Il tecnico luci, forse inconsapevole, andrebbe comunque denunciato. Peggio ancora di questo è il loro video ufficiale, watch?v=b5mWppjz5Wg] , dove si vede persino un pirata ricoperto di strass, un ballerino sadomaso e la cantante vestita da minnie. Questa non e’ contaminazione, piuttosto comincioa credere che i componenti del gruppo siano contaminati da qualche strana forma di follia che ha poco a che vedere persino con i tarantismi fasulli evocati dal cantante.

Difatti, tutto trova una spiegazione nel “film” che sta per uscire: EFFETTO PARADOSSO, in cui i nostri insieme allo stesso regista del loro splendido video ufficiale, ci racconteranno una imperdibile storia di un’erba magica e misteriose coincidenze: ora mi è chiaro da dove viene tutta quest’ispirazione!

vai alla rubrica tarantella-al-veleno per leggere tutte le recensioni avvelenate!

tullia conte 2012 © riproduzione riservata

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Yvonne Pouget – la tarantata calva

ANTROPOLOGIA TEATRALE E TARANTELLA

visioni sulla danza popolare contemporanea

di Tullia Conte

 

 

Corporalità, il lavoro di Yvonne Pouget

Yvonne Pouget ha sviluppato il primo discorso di teatro danza legato ad una visione del sud insieme edoardiana e quindi di pulcinellesca memoria, arricchita di tratti duri, di pennellate forti e volutamente scioccanti. La coreografa infatti lavora su temi relativi ai disturbi psichici postraumatici, alla dissociazione, alla distruzione della idea di corpo femminile, così come sulla trasmissione di traumi di guerra alle generazioni successive.

Corporalità, lo spettacolo ha inaugurato il  Giovanni Paisiello Festival 2012 – nella rete dei festival di musica antica (musicaanticainpuglia.it) curata da Puglia Sounds – è sperimentale,  di teatro-danza.

Si è trattato di una prima, benché Corporalità, su brani in parte differenti, sia già stata rappresentata a Gmünd dal 2008. Tedesca di Monaco di Baviera, la Pouget considera la danza un intimo processo interpsicologico con il pubblico, “tanto emozionante quanto allo stesso tempo passeggero e fuggitivo”, con il quale trasmettere allo spettatore l’intensità delle passioni.

I riferimenti estetico musicali del teatro misterico di Corporalitá della Pouget vanno dal l “Pulcinella vendicato” di Giovanni Paisiello, alla “Tarantella di Sannicandro” di origini pugliesi.

Con lei Pino De Vittorio, attore e cantante pugliese,  parte della compagnia teatrale e musicale diretta da Roberto De Simone, nei suoi principali lavori (Mistero Napolitano, Li zite ‘ngalera, L’Opera Buffa del Giovedì Santo, la Gatta Cenerentola), ha lavorato per il Teatro San Carlo di Napoli (nel 1984 in Il Crispino e La Comare, e successivamente nello Stabat Mater e nel Requiem in memoria di P.P. Pasolini di De Simone), oggi è solista delle formazioni vocali e strumentali Maedia Aetas, Fuggilotio, I Turchini di Antonio Florio e Accordone Ensemble.

Queste musicalità combinate con le possibilità espressive della danza tradizionale Butoh, di elementi sia moderni che classici, svelano allo spettatore una nuova teatralità, che lo sprofonda nel doppio nascosto nella sua anima.

 

 

tullia conte 2012 © riproduzione riservata

| CREDITS VIDEO |

Coreografo / Regista / Danza: Yvonne Pouget

Canto / recitazione: Pino De Vittorio

Chitarra Battente: Marcello Vitale

Danza: Catherine Neuweg / Damien Liger

Lighting Design: Rainer Ludwig / Hélène Yousse

Corporalità sul sito ufficiale del festival Giovanni Paisiello

recensione su drammaturgia.it

pino de vittorio pagina ufficiale

| GHOST TRACK |

De Vittorio (in duo con Marco Beasley)

nel canto d’amore, tradizionale pugliese, ‘Tu bella ca lu tieni lu pettu tundu’ 

tratta da ‘Tarantella, Antidotum Tarantulae’, Concerto FRA’ DIAVOLO, Arques-la-Bataille (FRANCE), Agosto 2010

videografia su I CANNIBALI

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tarantella *cruda

ANTROPOLOGIA TEATRALE E TARANTELLA

tarantella cruda ©

tarantella *cruda

è il nome di questo blog ,

ed è il nome della performance che ho scritto con il musicista Tommaso Sollazzo.

*Come scrisse Levy Strauss, il crudo si oppone a due categorie – cotto, putrido – per la sua qualità di non elaborazione: mentre negli altri due casi ci si trova di fronte a una trasformazione, il crudo è ancora tutto da farsi.

Da scoprire, da sperimentare.

Il crudo è lo stato dove tutto è ancora possibile.

Forte di tutta l’esperienza accumulata come danzatrice in varie formazioni di musica popolare, e complice la tarantella e la routine di quello che è diventato il mio lavoro, ho sentito l’esigenza, forse il desiderio,

l’impulso di tradire.

Tradire e tradizione sono due parole che hanno la stessa radice, due facce della stessa medaglia.

Bisogna accettarle, convivono nel tentativo stesso di fare arte

- tra amore, rabbia e orgoglio – attingendo alla cultura del sud Italia.

Un’eredità pesante e trasognata.

Tarantella cruda

Questo tradimento è complicato, lungo la strada ce ne siamo accorti più volte.

Tommaso ha scritto la musica  quasi addosso alla danza,

stretta nei passi, piena di movimenti e sussulti,

finché non sono diventate una cosa sola.

Musica e danza in un modo nuovo ma con un bagaglio complesso

legato ai furori della pizzica, alle madonne delle tammurriate.

Una musica nuova, finalmente.

Una tarantella dove non ci sono tamburi, ma note chiare della chitarra battente e i colpi sono del corpo, dei piedi, all’inizio nudi sui vuoti e pieni del palco di un vecchio teatro, poi dotati di moderne claquettes.

La danza s’impone, con discrezione si riprende quell’attenzione che le spetta,

il senso di affermare la presenza nel mondo, motore anche del tarantismo che fu.

A questo punto la tarantella, è cruda.

Tradiamola ancora: facciamola vivere almeno un’altra notte.

tullia conte 2012 © riproduzione riservata

| CREDITS |

tarantella cruda©

di Tullia Conte

Musica originale e Chitarra battente: Tommaso Sollazzo

| Tutti i diritti sono riservati – all rights reserved |

creative producer video Dante Sollazzo

photo Marco Infante

[ RDV TARANTELLA de MARISTELLA MARTELLA | live| au Centre Barbara @ Paris]

| CREDITS |

RENDEZ VOUS TARANTELLA  de Tarantarte

video centre Barbara Stefan Mihalachi

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che morde di nascosto

ANTROPOLOGIA TEATRALE E TARANTELLA

visioni sulla danza popolare contemporanea

di Tullia Conte

 

Latrodectus – che morde di nascosto
Un documentario sperimentale italo francese e l’ultima intervista di George Lapassade

Ci voleva un occhio francese (il regista Jérémie Basset) e un cervello pugliese (l’antropologa Irene Gurrado) per raccontare la pizzica e la sua storia senza attingere a quell’ambience di pseudo mistica, affermato cliché narrativo sull’argomento.
Il documentario racconta del Salento contemporaneo e di quello che rimane del mito del tarantismo, attraverso le parole di chi resta, i piedi di chi danza e le mani di chi suona.

Le strade, assolate di giorno e piene di musica la notte. La voce, roca di sigarette, della figlia di Stifani. Gli interventi di George Lapassade, dello storico Gino Dimitri – i quali non restano impassibili di fronte ai paradossi culturali che la commercializzazione del simbolo (e del senso) del tarantismo ha creato nel giro di un ventennio, sono perle.

Un prodotto culturale sperimentale, coraggioso, che si propone di comunicare al pubblico una visione del fenomeno pizzica lontana dalla retorica, verso una logica di rispetto della memoria che passa per una visione più onesta possibile anche del presente.

tullia conte 2012 © riproduzione riservata

Pagina ufficiale suoni dal mediterraneo :
index.php?pagina=290

Recensioni (in francese)
projection-de-latrodectus-qui-mord-en-cachette-de-j-basset-2008-
?Transe-tarentules-variation

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Melpignano – il Concertone 2012

ANTROPOLOGIA TEATRALE E TARANTELLA

visioni sulla danza popolare contemporanea

di Tullia Conte

 Tutto gira intorno a te, taranta?

Il gran galà del Ragno ospita a Melpignano l’ensemble della Notte della Taranta, variopinta formazione composta da musicisti e danzatori di spicco nell’ambiente della musica popolare.

Giunto quest’anno alla quindicesima edizione, il festival sembrava promettere fuoco e fiamme sin dall’annuncio del nuovo direttore: l’affascinante Goran Bregovic.

Sul festival chiunque ha qualcosa da dire, prima, durante e dopo. Sono i politici a rinnovare fedeli il primato del commento inutile e la presenza sempre più massiccia del pubblico dice l’ultima parola sui mille perché dell’evento, nutrendo opinioni e aspettative già sulla prossima notte che verrà.

Forse la critica espressa a furor di popolo è anche la più giusta: il direttore d’orchestra non ha saputo o non ha voluto miscelare fino in fondo, creando contrapposizioni troppo estreme, con gli ottoni onnivori che hanno sacrificato le sonorità tipiche della pizzica, tra tutte quelle dei tamburi.

Il carattere potente dell’orchestra salta fuori comunque, appena c’è lo spazio. Giancarlo Paglialunga riesce a commuovermi con la pizzica di san Vito, tocca le corde profonde del cuore.

Mi è venuta però voglia di saltare sul palco, sfruttando il mio pass, afferrare Bregovic per il bavero, chiedendergli perché, proprio tu – balcanico dei miei stivali – scegli di sfruttare così poco il violino maestoso e sensuale di Mauro Durante?

Purtroppo Bregovic deve aver capito l’antifona: sempre di fretta, l’ho visto attraversare il cortile del convento circondato da una folla di bodyguard .

Un merito, l’insalata balkanica l’ha comunque avuto: aver riportato – quasi per scherzo –  sul palco della notte le altre sonorità della tradizione italiana.

L’ennesimo limite dell’approssimazione nella direzione musicale, può essere invece un’interessante stimolo ad osare di più nella sperimentazione, nella ricerca e nella proposta, senza temere di perdere un’identità ormai ben definita.

Guardando magari non così lontano dalla puglia, dove altre tradizioni vivono, facendosi influenzare anche dal mondo complesso che c’è attorno al Concertone, o spingendosi addirittura verso nord.

Perché che la notte ha bisogno di rinnovarsi, lo si capisce anche dalla danza,  affidata a sei performer. A loro il compito di riesumare questa idea tradizionale che tradizionale poi non è, di volta in volta rappresentando tarantelle di corteggiamento e soli di pizzica che ormai raccontano poco.

Nella migliore delle performance, gli interventi di  Laura ed Andrea sono posati, occhi e gesti dei danzatori cercano questo mistero buffo che è la danza di coppia, costruiscono una complicità che mi appassiona.

Non manca ovviamente chi fa dell’agitare scomposto dei foulard uno stile: in televisione bisogna farsi notare.

Per fortuna un controtempo interessante c’è : la potenza di Maristella Martella, storica danzatrice e coreografa, cui è affidato il compito – che ben assolve – di raccontare la tarantella, di sperimentare, di scuoterci l’anima.

Le sue movenze originali e sincere spaccano la notte, sono forti e insieme concentrate, si fondono bene col sapore della musica suonata dall’orchestra.

La conclusione dell’evento top dell’estate popolare italiana è lo scenario apocalittico in cui Melpignano versa, invasa di zombie e immondizia.  Tutto ciò mi riporta alla mente  il video ambientato proprio in Salento da Caparezza, colonna sonora dell’estate pugliese, traccia onnipresente nei dj set di bar e paninoteche ambulanti.

Potrebbe essere lui il direttore l’anno prossimo?

Le vie del Ragno non sono finite.

(almeno è finalmente  scomparso dai loghi laterali ed enormi posti ai lati del palco. Finalmente, perché grazie all’estro di qualche designer evidentemente pazzo, ha ormai preso le sembianze di un peluche giapponese.)

tullia conte 2012 © riproduzione riservata

| GHOST TRACK |

Notte della Taranta del 2011, direzione Ludovico Einaudi, Mascarimirì, Maristella Martella|LIVE |

Pizzica degli Ucci

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#tarantelle avvelenate – VIP IN TRIP

04. Vip in Trip

voto: 1+1

La presentazione è disgustosa, peggio ancora la performance delle due ex concorrenti di Amici, star che possono permettersi un concerto nientepopodimeno che nell’arena di Verona, dove hanno invitato l’ Ensemble dei danzatori  e danzatrici della notte della taranta (ai quali questa volta va tutta la mia solidarietà.)

Mentre penso a Maria Callas che si rivolta nella tomba, mi rendo conto che la bionda (Emma o Alessandra?!) ha bisogno di un ortopedico per la schiena, compromessa anche dai tacchi stile lady gaga. L’altra ha invece bisogno – subito – di uno psichiatra.

Alessandra e Emma: già cantate in maniera discutibile,  fossi in voi mi limiterei a quello.

vai alla rubrica tarantella-al-veleno per leggere tutte le recensioni avvelenate!

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