castagnette col fuoco

ANTROPOLOGIA TEATRALE E TARANTELLA

visioni sulla danza popolare contemporanea

di Tullia Conte

 

Castagnette col fuoco 

articolo di Maria Vita Della Monica

Nel sempre più ampio e ricco scenario della riscoperta e della reinterpretazione delle forme di espressione tradizionali, dalla musica, al canto, al ballo,c’è Marianna Tateo, giovane artista campana, e delle sue creazioni artistiche che dalla tradizione, o meglio dagli strumenti principi della musica tradizionale, traggono l’ispirazione portante. E che in essi trovano realizzazione. Marianna decora castagnette, tammorre, tamburelli, zampogne, flauti di canna. E lo fa utilizzando l’antica arte della pirografia, da secoli praticata soprattutto dalle tribù africane ma anche dell’Europa centrale e dell’America del sud. I legni degli strumenti a percussione o ad ancia si animano di inediti “segni”, di colori, esprimendo il gusto ed il vissuto di chi su di essi imprime il proprio punto di vista, la propria sensibilità. Nel tentativo, mai pretenzioso, di raccontare nuove storie e nuove suggestioni.

“Non sono un frutto autentico della tradizione”- spiega Marianna- “I miei nonni non sapevano nulla della tammurriata, men che meno i miei genitori, ed io l’ho scoperta pochi anni fa. Mi si è schiuso un mondo, fatto di viscere e di passione, di saperi antichi e di regole dimenticate. E quando cantatore e suonatore si vogliono bene ed il cerchio dei ballatori amplifica, con le castagnette, quell’entusiasmo la magia è fatta!”. Tre anni fa fu Giovanni Saviello, compagno di vita di Marianna, valido interprete della musica popolare campana e, per lei, primo veicolo di conoscenza del mondo della tradizione, a farle dono di un pirografo. “Lo strumento di “fuoco senza fuoco”” così lo definisce la giovane artista- “Con il quale mi diletto a raccontare, con segni, disegni e colori, la storia di chi “inforcherà” le prossime castagnette. Libero la creatività, nella convinzione che nulla nel tempo possa rimanere sempre uguale a se stesso, come fosse fuori dalla storia. E con molta sana, modesta, divertita… leggerezza!”.

Quando, per la prima volta, ti trovi tra le mani un paio di castagnette decorate dal pirografo di Marianna, anche se stai sotto il duomo di Milano, nel caos di una metropoli mitteleuropea, ti senti l’odore del mare del Cilento, dei limoni della costiera, dei pomodori dell’Agro nocerino-sarnese. E, per un attimo, il duomo diventa il Vesuvio. E tu non più un “terrone” in cerca di fortuna, ma un meridionale fiero della sua storia e delle sue radici. E’ oleografia, questa, penserete. Sarà, però è la verità. Provare per credere! A chi volesse saperne di più sulle pirografie di Marianna Tateo, se volete dare un’occhiata alla pagina facebook dedicata, potete utilizzare il seguente link http://www.facebook.com/groups/215264845196536/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

tullia conte 2012 © riproduzione riservata

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