Pulcinella, Nietzsche e la tammorra: intervista a Luca Rossi

ANTROPOLOGIA TEATRALE E TARANTELLA

visioni sulla danza popolare contemporanea

di Tullia Conte

 

Intervista a Luca Rossi: finalmente un punto di vista maschile sulla danza popolare contemporanea

[Pulecenella Love – Riflessioni sull’amore a margine di Nietzsche  >Domenica 31 marzo – Teatro Bolivar Napoli – ore 21.00]

Autore ed interprete del teatro popolare e della musica folk campana, percussionista specializzato nelle tecniche e gli stili dei tamburi a cornice appartenenti all’area del Mediterraneo, Luca Rossi ha collaborato con molti esponenti della scena musicale popolare italiana e della musica etnica internazionale, Teresa de Sio, Marcello Colasurdo, Enzo Avitabile, Orchestra Popolare Campana e Eugenio Bennato fra gli altri. Autore del libro “Il Raccontaio”, nel 2009 riceve il premio letterario “Sergio Manetti” per la poesia performativa presso l’Accademia dell’arte di Arezzo.

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Con Pullecenella Love, Rossi porta in scena la tradizione pagana e sacra, con canti e danze, il ritmo atavico e dionisiaco della tammorra, sino alla rivisitazione del noto aforisma di Nietzsche sull’uomo folle, tradotto in napoletano. Lo spettacolo invita lo spettatore a riflettere, a immergersi in uno scenario che investe tutti i sensi e che fa rivolgere lo sguardo al futuro, al nuovo, all’inedito, attraverso la forza del nostro passato, delle nostre radici.

« Magari danzassero tutti al ritmo della tammorra. Saremmo tutti più felici! »

Le danze sono una componente importante per il giovane autore,  vitali sia per rafforzare un’ identità collettiva particolare, sia per sperimentare la funzione catartica che investe singolarmente chi balla.

Il tamburo, strumento della danza, stimola un primordiale bisogno che « oggi resta pericolosamente assopito e che credo con tutto me stesso vada esorcizzato e sublimato. E poi la poesia dei passi, la gestualità dei corpi, i codici convenzionali e tutte le evocazioni associate alla danza sono di una bellezza senza fine. »

620490_10151378138119846_1161940288_oTC: In “Pullecenella love”  ci sono due grandi classici, Pulcinella e Nietzche e un’ azione artistica che vuole mescolare il “classico” al contemporaneo?

LR: E’ un Pulcinella del tremila catapulato nella dimensione niceana della morte di Dio e di tutti i valori legati alla bellezza. E’ un pulcinella Masaniello che crede nell’amore come a-mors, senza morte. Suona la Tammorra e vede il pensiero di Nietzche come profetico e illuminante.

TC: La tammorra, strumento di antichi rituali, ma anche simbolo di sentimenti religiosi profondi, tu l’avevi già chiamata “mamma” in un alto spettacolo…

LR: La tammorra è uno strumento comune a diversissimi popoli non solo del mediterraneo. Un tamburo a cornice, semplicissimo che da sempre accompagna la danza ed il canto rituale. Senza discriminare nessuno. Come una Mamma. In campania siamo legatissimi al culto mariano che accompagna tutto l’anno solare. Spesso fuori ai santuari, gruppi spontanei di suonatori e ballatori suonano la Tammurriata. Tutto torno. Mamma Tammorra, perchè tutta per Lei si fa la festa. Un simbolo vero e rotondo dove tutti si riconoscono e si stringono la mano.

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TC: La dimensione evocativa della danza popolare ha un forte valore per te. Da un frammento del promo vedo che hai messo una danzatrice (Lucia Scarabino)in una gabbia, una suggestione che mi é piaciuta molto: tu come sei arrivato alla danza ? E perché la gabbia?

LR: Ho iniziato ad avvicinarmi alla danza conoscendo Gianni Rollin; uno dei più grandi ballatori di Tammurriata in campania. Lui fu il primo a parlarmi di Bejard, della danza delle api e della gestualità simbolica del corpo. Poi a Bologna incontrai Maristella Martella con Taranta Power e feci parte della sua compagnia di teatro danza come musicista. Lì conobbi Ashai Lombardo Arop, che è una danzatrice e coreografa straordinaria che ha investito gran parte del suo lavoro di ricerca nelle danze etniche del mediterraneo.

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Quello della danza nella gabbia nasce dal mio incontro con la danzatrice Lucia Scarabino , e l’idea dell’ingabbiare la bellezza e l’amore carnale. In Pulecenella love, infatti, la danza avviene in una gabbia sospesa su di un impalcatura. E, decostruendo tutto questo discorso dai simboli, ci serviva una rete di protezione per i danzatori…Ammiro moltissimo la forza espressiva del corpo in movimento con la musica o col silenzio. 

La mia musica è stata sempre a servizio della danza.

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tullia conte 2013 © riproduzione riservata

 

| CREDITS |

-Luca Rossi

www.myspace.com/lucarossiframedrums

http://www.mammatammorra.it/

-Pulecenella Love – Riflessioni sull’amore a margine di Nietzsche

>Domenica 31 marzo – Teatro Bolivar Napoli – ore 21.00

Luca Rossi – voce e tammorra/Alessandro de Carolis – fiati/Biagio Rosseti – chitarre/Vincenzo Faraldo – contrabbasso/Pietro Cioffi – pianoforte

con Pasquale Terracciano – voce del Pazzariello /Raffaella Vacca – danza/Enzo Esposito – danza/Viviana Roberti – trucco/Roberto Polito – tecnico audio/Raffaele Contegno – tecnico luci/ con la partecipazione speciale di Annalisa Messina – voce

 

| G O S T H t R A C K |

[Luca Rossi – Vatt e Sona – MAMMA TAMMORRA danza Ashai Lombardo Arop]

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tullia conte 2013 © riproduzione riservata

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