Tarantella Danza del Mediterraneo in Salento – Intervista a Tullia Conte

ANTROPOLOGIA DELLA TARANTELLA

visioni sulla danza popolare contemporanea

di Tullia Conte

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ciclo di incontri dedicati alla danza e al canto popolare

TARANTELLA, danza del Mediterraneo

suDanzare e SoniBoni Officine Culturali presentano Tarantella, danza del Mediterraneo, workshop residenziale dal 30 ottobre al 2 novembre 2014. Il percorso didattico è il terzo appuntamento con il progetto. In questa edizione autunnale la dimensione laboratoriale e il contatto con il territorio caratterizzano l’esperienza, che si svolgerà a stretto contatto con la natura. Insieme alle escursioni e alle esperienze nelle diverse realtà del territorio, si prevedono workshop intensivi di danze popolari con diversi momenti di approfondimento teorico. Sono previsti workshop e passeggiate immerse nella natura, scoprendo gli antichi mestieri e le produzioni naturali e tipiche del territorio. Tarantella Danza del Mediterraneo è un’occasione di studio e di incontro con la cultura locale e rappresenta un’opportunità di condivisione e scambio tra i diversi luoghi caratteristici del sud Salento, dalle campagne di Arigliano (vicino S.M. Di Leuca) e le sale dedicate alle danze di Torrepaduli e Maglie. Si prevede la permanenza degli allievi, per tutto il periodo indicato, presso l’Agriturismo Le Baccole in provincia di Lecce, vicino al mare, che oltre ad essere il luogo in cui si svolgeranno una parte delle attività previste nella residenza, offre anche servizi di alloggio e ristorazione, dove si utilizzano solo i prodotti coltivati nella stessa azienda agricola (produzione formaggio, verdure, vino, olio d’oliva).

Intervista a Tullia Conte, direttrice di suDanzare e insegnante di Tarantella

D: Perché “Tarantella” nella terra del Salento, patria della Pizzica, della Taranta?

R: Perché la Pizzica é una delle tarantelle, grande “famiglia” di danze che appartengono al centro-sud Italia, Tarantella é un sinonimo di Pizzica: secondo Ernesto De Martino Tarantella si usava per denominare anche la “danza della piccola Taranta“. E’ un termine ambiguo, basti pensare che nella lingua napoletana questa parola si usa per definire una situazione “complicata”, che prescinde dalla danza. E’ un termine che nel tempo ha assunto anche un carattere dispregiativo, sicuramente a causa di tutte le operazioni di folklorismo deteriore messe in atto da oltre un secolo nei confronti della musica e della danza stessa. Tuttavia é un termine che ben racchiude l’ampiezza del fenomeno “danza tradizionale” del centro-sud Italia, fenomeno multiforme, sfaccettato, che rispecchia la cultura italiana in tutte le sue contraddizioni. Il fatto che ciascuna etnia voglia accaparrarsi la paternità della Tarantella, rispecchia anche il campanilismo deteriore di cui purtroppo siamo ammalati. Credo che la Tarantella sia un fenomeno dell’area mediterranea, che in ciasuna regione si differenzia per usi e costumi della popolazione.

D: Lo studio delle tradizioni popolari potrebbe sembrare complicato a chi non ha dimistichezza con la terminologia antropologica

R: L’antropologia altro non é che lo studio dell’uomo, della sua cultura, quindi puo’ apparire complicato ma in realtà si tratta di riflettere sugli usi e costumi di un dato popolo con l’ausilio della scienza, dunque del pensiero critico. Applicato alla danza, questo vuol dire semplicemente comprendere da dove vengono e perché sono utilizzate certe posture e movenze: in realtà questo semplifica le cose nello studio, perché permette di riscaldare anche il cervello, muscolo e motore dell’agire! A complicare le cose sono coloro che questo termine lo usano in maniera approssimativa, rendendo difficile la comprensione di qualcosa che non hanno ben capito nemmeno loro. Ultimamente noto un abuso della parola antropologia in questo ambito, mentre questa é una scienza seria che va studiata prima di essere proposta, per evitare strafalcioni quali “antropologia della danza” (che a mio modesto avviso non vuol dire niente, infatti lo studio di qualsiasi danza é ovviamente antropologico; io parlo invece di antropologia della tarantella!) e altro. Questo io l’ho imparato seguendo un grande maestro: Vittorio Lanternari, con il quale ho studiato prima e collaborato poi per diversi anni, e attraverso un altro grandissimo maestro che é Eugenio Barba, con il quale ho avuto l’onore di studiare.

D: Anche le “tradizioni popolari” sono complicate, quello che prima si imparava nel cortile di casa ora necessita di studio e pedagogia?

R: Il mondo si muove, nulla resta immobile, uguale a se stesso! La società é cambiata, con essa usi e costumi e io non sono d’accordo a trattare le danze popolari cercando il tempo del rito che fu! E’ per questo che parlo di danza popolare contemporanea, perché questo fenomeno – ballare con determinati passi all’interno di un cerchio di persone – continua ad esistere, ma chi danza appartiene al mondo di oggi. Non trovo coscienzioso non applicare le conoscenze che abbiamo raggiunto, fingendo una trasmissione ad personam, dal momento che in Italia esistono più di mille realtà che organizzano corsi di danza popolare. Questo ha causato lo sviluppo di una pedagogia, che va presa in carico e la cui paternità non puo’ essere attribuita a nessuno, perché frutto di un mutamento sociale, dunque appartiene a tutte le persone che hanno fatto dei tentativi -più o meno riusciti- in questo senso.

D: Nel programma di Tarantella, danza del Mediterraneo, c’é molta attenzione verso le realtà locali

R: Certo, per conoscere un territorio é necessario interagire con le persone che lo vivono quotidianamente. Nello specifico, nella bella terra del salento, abbiamo avuto la fortuna di incontrare SoniBoni, associazione di promozione sociale, diretta dalla vulcanica Stefania Cosi con la quale esiste una forte sinergia d’intenti. Attraverso i componenti dell’associazione abbiamo potuto conoscere il territorio in maniera verace e riproporre questa esperienza agli allievi, per esempio attraverso le gioie culinarie proposte dallo chef Riccardo Povero (Papa Ricky), che é anche un musicista. L’esperienza della danza della pizzica é invece affidata ad Ada Metafune, originaria di Torrepaduli e da oltre trent’anni implicata nello studio e nella trasmissione di questo patrimonio preziossimo insieme a Biagio Panico, costruttore di tamburelli. Il canto é affidato a Emanuela Gabrieli, voce meravigliosa, bravissima insegnante, artista poliedrica. Insieme a me c’é un altro insegnante di suDanzare, Mattia Doto, anch’egli originario della Puglia (Gargano) che nella scuola di Parigi si occupa anche di definire la nostra pedagogia in base alla sua esperienza decennale di danzatore contemporaneo. Poi c’é DNA donna, che si occupa di sostegno e attività culturali per le donne vittime di violenza, che é partner del progetto insieme alla UISP di Lecce.

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D: E’ la prima volta della Tarantella Cilentana nel salento! Come ti senti ad essere ambasciatrice di questa tradizione?

R: Un grande onore ed insieme una grande gioia. La tarantella del cilento (guarda il video qui) é una danza posata ed elegante, che puo’ essere utilizzata anche per rafforzare la gestione dei cerchi concentrici nella danza delle altre tarantelle. Quando ero piccola, la mia prozia (che mi ha fatto da nonna) Assunta Aloia, mi raccontava come scappasse di casa, di nascosto, per raggiungere i “suoni” (musicisti). All’onore suo e della sua passione ho cominciato a raccogliere informazioni su questa pratica di danza, fino a scoprirne la coreutica, grazie anche all’aiuto del musicista cilentano Tommaso Sollazzo. Sono sicura che oltre agli allievi che vengono da tutta europa, anche i salentini troveranno intrigante la scoperta di questo patrimonio danzato.

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Tarantella, danza del Mediterraneo, workshop residenziale dal 30 ottobre al 2 novembre 2014 a Gagliano del Capo (Lecce)

Il progetto didattico, partendo dagli incontri dedicati alle danze popolari del sud Italia termina con una sessione speciale di canto (lezione concerto) e una festa finale.  I Workshop residenziali previsti sono
Pizzica Pizzica; Tarantella cilentana; Pizzica Brindisina; Tarantella del Gargano
Gli insegnanti: Tullia Conte (Tarantella cilentana) – Mattia Doto (Pizzica brindisina, Tarantella del Gargano) – Ada Metafune (Pizzica Pizzica) – Emanuela Gabrieli (Canto) Stefania Cosi (Pilates)
Le attività culturali previste: Visita al laboratorio di Biagio Panico, costruttore di tamburi a cornice;
Visita all’azienda agricola (produzione di formaggi, allevamento bestiame, uliveti, vigneti); Degustazioni di prodotti tipici locali; Atelier di cucina tradizionale pugliese.

Per maggiori informazioni
Email:voyagetarantella@gmail.com
Cell. (IT +39) 339 44 92 300

link all’evento facebook : https://www.facebook.com/events/383171098504795/

sito suDanzare, scuola internazionale di danza popolare contemporanea: www.sudanzare.com

sito di SoniBoni, Associazione di promozione sociale: www.soniboni.com

foto © barbara bitetti

© tarantella cruda 2014 Tutti i diritti riservati – riproduzione riservata

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